Download di musica dal cellulare: un servizio che stenta a decollare

di Gianluca Crispino Commenta

Ogni telefonino di fascia medio/alta uscito negli ultimi anni dispone di una discreta quantità di memoria interna ed un player mp3 integrato da non farci rimpiangere lontanamente (se non per affetto) i vecchi walkman o lettori cd portatili. I servizi da cui scaricare musica “in movimento” si stanno moltiplicando ed hanno portato (finalmente) il costo degli album a prezzi onesti. Ma nonostante ciò il download di musica dal cellulare fatica a prendere piede.

Una ricerca di ComScore ha evidenziato come, nonostante la musica digitale stia surclassando gli ormai vecchi cd, solo il 2% degli americani e degli europei utilizza regolarmente il cellulare per download delle canzoni. Il 98% di chi acquista musica digitale, infatti, preferisce acquistare sempre utilizzando esclusivamente il proprio computer, sebbene il più delle volte la musica sia ascoltata sul telefonino ed i recenti programmi prevedono la sincronizzazione automatica tra i nostri smartphone ed il computer.

In America, lo store digitale iTunes di Apple rappresenta il 26% del fatturato totale degli Stati Uniti nel settore musica; quindi la mentalità da parte degli utenti di acquistare e fruire gli mp3 c’è. Ma nonostante i cellulari di ultima generazione consentano collegamenti al web e il facile accesso ai negozi virtuali, la stragrande maggioranza dei fruitori di musica digitale è piuttosto refrattario all’uso del telefonino per il download.

Quel 2% assume valenza ancora più “strana” se consideriamo anche il servizio di Nokia, Comes With Music, che offre una anno di accesso gratuito al catalogo Warner, Emi, Sony Music e Universal (oltre che altre etichette indipendenti) a tutti i cellulari che supportano il servizio.

La ricerca di ComScore conclude quindi che il cellulare è tuttora utilizzato prevalentemente per gli SMS (82% degli utenti), applicazioni (35%) e la navigazione su internet (25%). Quindi le major discografiche dovranno aspettare ancora qualche anno prima di considerare i nostri cellulari come fonti di ulteriori incassi.

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