Anche Skype ha la sua App Directory

di Michele Costanzo Commenta

Skype_App_Directory Nato come semplice software di comunicazione in grado di sfruttare le potenzialità dei protocolli VoIP, Skype si è progressivamente arricchito di funzioni diventando una vera e propria piattaforma multi-canale. La grande versatilità dell’ambiente Skype e l’apertura del software ai contributi esterni hanno attirato centinaia di sviluppatori che con il classico sistema dei plug-in hanno introdotto nuove funzioni ed estensioni per l’applicazione principale. Finora la gestione di questo vasto ecosistema è stata affidata per lo più all’iniziativa dei singoli, ma ora Skype sembra decisa a cambiare rotta.

La società ha infatti lanciato Skype App Directory un nuovo servizio che si ripromette di centralizzare la distribuzioni di applicazioni per la piattaforma Skype. Il sito è già aperto agli sviluppatori esterni e permette di distribuire applicazioni sia gratuite che a pagamento. Al momento le app disponibili sono solo alcune decine ma il servizio pare disporre di discreti margini di crescita.

Su App Directory si trovano applicazioni come VodBurner Video Call Recorder che permette di registrare in un file le video-chiamate con un altro utente. PamFax è invece una applicazione per Skype disponibile su Windows e Mac che permette di trasformare il software VoIP in una centralina per l’invio e la ricezione di Fax. L’App supporta peraltro anche la lingua italiana ed è gratuita. Un terzo esempio delle potenzialità del sistema viene da Pamela Call Recorder, una applicazione che permette di registrare le proprie conversazioni. Anche in questo caso l’app è gratuita per registrazioni fino a 15 minuti.

Con i suoi oltre 500 milioni di utenti registrati, Skype costituisce un polo di attrattiva notevole per gli sviluppatori. App Directory dovrebbe in questo senso fare da catalizzatore per tutto l’ambiente garantendo maggiore visibilità e semplici strumenti per monetizzare il lavoro dei singoli programmatori. Il modello di riferimento resta inevitabilmente quello imposto da Apple con l’App Store e ben replicato da Google con l’Android Market. Più in generale è in corso ormai da alcuni anni un processo di riorganizzazione della distribuzione software che da un lato semplifica la vita agli utilizzatori delle varie piattaforme e dall’altro però ne limita la possibilità di scelta alle sole applicazioni autorizzate.

[via | Wired]
[Photo Credits | Skype App Directory]

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