Wi-Fi gratis a Reggio Calabria, un caso isolato. La soluzione si chiama Fon?

di Andrea Guida 2

Purtroppo si sa: nel nostro bel paese, avere una connessione wi-fi gratuita in città, sempre a disposizione per lavorare con i computer portatili e, soprattutto, per sfruttare al massimo i sempre più Internet-dipendenti dispositivi mobili che tanto amiamo, è un qualcosa di paragonabile solo ad un miraggio.

La triste realtà è infatti quella che vede pochissime zone d’Italia coperte da segnale wi-fi gratuito, con qualche lodevole eccezione. Ultima, in ordine cronologico, è Reggio Calabria con il suo Lungomare Falcomatà, singolarmente noto proprio per un miraggio: quello della Fata Morgana, che fa sembrare la Sicilia molto più vicina di quello che in realtà è.

Come facilmente immaginabile, si tratta di un vero e proprio paradiso all’aperto per chi, come sicuramente molti di voi, ama utilizzare la tecnologia VoIP per risparmiare qualche soldino sulle chiamate da effettuare (il che non fa mai male). Insomma, da oggi, in quel di Reggio Calabria, c’è un nuovo buon motivo per apostrofare il Lungomare Falcomatà come “il più bel chilometro d’Italia” (appellativo che prendiamo indegnamente in prestito da Gabriele D’Annunzio.


Come accennato in precedenza, la situazione del wi-fi nel nostro paese è tra le più misere d’Europa: oltre all’appena citato Lungomare Falcomatà, vi sono – ahinoi – da segnalare iniziative simili solo in luoghi come San Marino (che, sottolineiamo, è una Repubblica indipendente) e Cremona (ma solo nelle principali aree pedonali, come piazza Stradivari, piazza del Comune, piazza della Pace ed i giardini pubblici)… non c’è che dire, un quadretto veramente deprimente.

Fortuna che ci sono iniziative lodevoli come “Fon”, che vedono i privati cittadini prodigarsi gratuitamente nella condivisione – con chi aderisce al medesimo progetto – della propria banda, grazie alla “fonera”, un particolare router ed un amplificatore di segnale, spesso acquistabili a prezzi stracciati o regalati nel corso di varie iniziative rintracciabili spesso sul web.

A questo punto, se la situazione non si sblocca, non ci resta che diventare tutti “foneros” e risolvere, ancora una volta, da noi, ciò che l’amministrazione pubblica della gran parte del nostro paese non riesce – per un motivo o l’altro – a sistemare in maniera soddisfacente.

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