Il Canone Telecom aumenta dal 1 Febbraio 2008 e Open Access

di Michele Baratelli Commenta

Ottime notizie per Telecom Italia e pessime notizie per tutti noi italiani: è proprio il caso di dirlo. Tempo fa vi avevamo presentato una prospettiva futura secondo la quale Telecom avrebbe aumentato il canone: il nodo della questione era l’approvazione da parte dell’Agcom. L’Agcom ha dato il via libera al piano di impegni di Telecom Italia per garantire parità di accesso alla rete fissa a tutti gli operatori. Lo ha annunciato il presidente dell’autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Corrado Calabrò, insieme con l’amministratore delegato di Telecom, Franco Bernabè. Calabrò ha poi confermato il via libera agli aumenti del canone per la rete fissa che dal primo febbraio prossimo costerà 1.26 Euro in più, dagli attuali 12.14 Euro a 13,40 Euro. Telecom, però, avete appena letto, garantisce la “parità di accesso alla rete fissa da parte di tutti gli operatori”, procedura che prende il nome di Open Access.

Gli impegni assunti dalla compagnia telefonica italiana prevedono la costituzione di un’apposita divisione che governerà sulla rete (accesso in rame e fibra ottica e rete di backhaul anche in questo caso di rame e fibra), sia nei rapporti con Telecom sia con gli altri operatori. L’attenzione dell’Agcom si è concentrata sulla trasparenza e le possibilità di controllo che la governance deve assicurare a tutti: al regolatore come ai concorrenti di Telecom italia.

Ci sarà un organo di vigilanza, per valutare il rispetto degli impegni: tre dei cinque componenti saranno di nomina dell’Autorità anche se le decisioni dovranno essere prese a maggioranza assoluta e i controllori avranno un budget di 1,2 milioni per svolgere il loro lavoro. L’organismo relazionerà all’autorità ed entrerà in funzione poi un organismo di vigilanza per la risoluzione delle controversie costituito dall’autorità.

Telecom ha inoltre accettato di aderire al comitato Ngn, per le reti di nuova generazione e si è impegnata a predisporre “una offerta di accesso e condivisione delle proprie infrastrutture passive” (canaline,cavidotti, fibra spenta). Gli impegni per la rete fissa “saranno estesi anche ai servizi offerti attraverso reti di nuova generazione”.

La divisione, che avrà anche del personale proprio con un proprio sistema di incentivi, dovrà trattare i concorrenti alla stessa maniera delle divisioni di Telecom. Fra le regole quella per cui “i clienti che prima arrivano per primi devono essere serviti“. L’operatività di Open Acces sarà sottoposta a monitoraggio con rendicontazione mensile e annuale. Telecom non potrà modificare questo assetto senza il consenso dell’Autorità.

Ora più che mai è giunto il momento di abbandonare “mamma Telecom” per lidi più economici e senza balzelli fissi.

[via|Ansa]

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