Il cellulare segnerà la fine dei navigatori satellitari?

di Redazione 2

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Un telefonino recente, di fascia media senza prendere in causa i top di gamma, arriva spesso equipaggiato con il ricevitore GPS integrato e questo crea non pochi problemi ai produttori di navigatori satellitari per auto, cioè quei dispositivi che svolgono esclusivamente quella funzione. I cellulari quindi potrebbero determinare la fine di questi gadget?

La risposta è quasi scontata: “Perché dovrei comprarmi un navigatore satellitare quando ho un cellulare che lo ha integrato ed ha pure uno schermo migliore?“. Fino a poco tempo fa il motivo che avrebbe potuto farci riflettere prima di dare una risposta scontata era la mancanza di un software integrato nel nostro cellulare per navigazione. Un programma apposito per ottenere indicazioni stradali si trovava a prezzi bassi, ma non al punto da farci rinunciare su due piedi all’acquisto di un navigatore entri leve. Ora le cose sono cambiate drasticamente e i due colossi, Nokia e Google hanno dato uno scossone al settore che potrebbe cambiare completamente l’aspetto nel breve periodo.

Nokia ha infatti deciso di regalare letteralmente il suo software OVI Maps che si trova pre-installato negli ultimi modelli o può essere liberamente scaricato dal sito ufficiale del colosso finlandese. Poi c’è Google, che ha spinto l’evoluzione del suo Google Maps al punto di farlo diventare (per ora solo oltre oceano) l’unico navigatore satellitare a fondere comandi vocali e foto satellitari di tutto il globo; e il tutto racchiuso in un cellulare con un sistema operativo studiato per sfruttare al meglio questo ed altri servizi di Big G.

Di conseguenza ci troviamo di fronte a dati come l’aumento del 68% nell’ultimo anno di utenti che hanno fatto uso di sistemi di localizzazione con il proprio cellulare per un totale di 21,1 milioni di persone solo nei paesi europei strategici quali Italia, Spagna, Francia, Germania e Regno Unito. Il dato prende un risvolto ancor più preoccupante per i produttori di navigatori satellitari se si considera che sono stati venduti “solo20,4 milioni di unità tra il 2008 ed il 2009, periodo di vero e proprio boom di acquisti grazie alla disponibilità di modelli sempre più economici.

Alistair Hill, analista di comScore, ha così commentato una sua recente ricerca in merito: “La grande incidenza degli A-GPS nell’utilizzo in auto indica come la maggior precisione e rapidità di questi apparecchi sia usata per altro che la semplice identificazione dei luoghi – sono usati come navigatori per auto veri e propri. Il fatto che questi offrano funzionalità simili ai servizi premium, senza il rilevante costo di vendita, ha certamente contribuito al loro rapido successo“.

Di questo passo, insomma, i navigatori satellitari per auto rischiano di finire nelle nostre soffitte o nel cassettone a tenere compagnia a tutti quei cellulari che non usiamo più da anni.

Commenti (2)

  1. Abituato all’interfaccia dell’iPhone e al suo touchscreen, usare il mio TomTom Go è davvero frustrante. Detto questo ritengo che iPhone, senza il supporto che TomTom vende separatamente e con lo schermo, relativamente piccolo che si ritrova sia scomodo come navigatore satellitare. Certo, avendolo gratuito sul proprio Nokia penso che molto desisteranno dall’acquisto di un vero navigatore.
    Comunque la fine dei navigatori è ancora lontana, o perlomeno lo sarebbe se si decidessero a semplificare l’interfaccia e aggiungere funzioni innovative, anziché fossilizzarsi su idiozie come le voci di Colorado o la possibilità di vederci le foto o sentire la musica attraverso quel ridicolo altoparlante.
    Un altro punto a sfavore dei navigatori è che la batteria dura poco e nessuno si cura di portarselo a cada per ricaricarlo (almeno io non lo faccio, e devo sempre collegarlo col cavo): il cellulare invece è sempre carico.
    Ritengo che la soluzione ottimale sia di integrarlo nelle automobili a prezzi normali, magari TomTom potrebbe fare accordi con le case automobilistiche (penso che con qualche city car l’abbia già fatto) per portare il suo software all’interno delle automobili: un marchio del genere, inoltre, eviterebbe a molti clienti, quando acquistano un navigatore integrato a quei prezzi stratosferici cui vengono venduti (1500€ per aggiungere un’antenna GPS e delle mappe, quando già l’auto è fornita di un ampio display touchscreen è un furto vero e proprio.) di porsi la fatidica domanda “Ma le mappe saranno buone? Saranno aggiornate?”.

    PS: parlo di TomTom, ma intendo genericamente qualunque azienda produttrice di navigatori.

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