GB: necessario il passaporto per acquistare un cellulare

Si sa, dai tragici avvenimenti dell’11 Settembre 2001 il mondo è radicalmente cambiato, e tutte le più grandi nazioni del mondo hanno iniziato ad adottare sistemi di difesa di vario genere contro il terrorismo, alcuni dei quali – va detto – alquanto invasivi per quanto concerne la privacy di ogni singolo cittadino.

Tra questi ultimi, figura sicuramente la legge che entrerà tra poco in vigore nel Regno Unito, e che prevede la registrazione obbligatoria di qualsiasi acquirente di cellulari in un immenso database nazionale, creato proprio con l’intento di combattere più efficacemente il terrorismo ed il crimine in generale. Insomma, per acquistare un telefonino nel Paese del Big Ben sarà necessario esibire un passaporto valido, il che è già stato etichettato da molte persone come inutile complicazione burocratica per i comuni cittadini, nonché norma facilmente aggirabile dai veri malintenzionati.

INQ, l’iPhone verrà superato da un dispositivo low-cost?

Non è ancora ufficialmente entrato nell’affollata “arena” della telefonia mobile, ma ha già le idee ben chiare su come stravolgerla e mettere il mercato globale ai suoi piedi. Stiamo parlando di Frank Meehan, uno dei più importanti esponenti di Hutchison Whampoa, una multinazionale di Hong Kong che si occupa di servizi correlati ai porti, mercato immobiliare/alberghiero, telecomunicazioni, distribuzioni, energia ed infrastrutture. Insomma, un gruppo con tutti i crismi per tentare la fortuna anche nel settore attualmente dominato da “sua maestàiPhone.

Il Signor Meehan, è infatti in procinto di dar vita ad INQ, ennesima società sussidiaria di Hutchison Whampoa, destinata a lanciare sin da subito il guanto di sfida a colossi del settore mobile, come Nokia, Apple, Motorola e Samsung. L’idea di partenza è quella di sbaragliare la concorrenza su un campo assai allettante per il consumatore finale: quello del prezzo, proponendo a quest’ultimo un validissimo dispositivo ad un costo non superiore ai 50 dollari. Una mossa davvero ben ponderata, che va a colpire gli attuali “big” delle classifiche di vendita internazionali proprio su un punto in merito al quale, molti di questi, non possono/vogliono attualmente competere.

Siamo tutti dipendenti dal telefonino?

La telefonia mobile è in costante crescita in tutto il pianeta. L’avvento delle economie emergenti ha reso la domanda di nuovi dispositivi mobili ancora più interessante e la produzione di cellulari si fa via via sempre più diversificata e adatta ad ogni esigenza di prezzo, di funzioni e di design. L’enorme diffusione dei terminali, cominciata nella seconda metà degli anni ’90, è sempre stata accompagnata da un quesito che oggi più che mai è presente e ancora privo di risposta: ma il cellulare fa male alla salute? Ricerche contrastanti hanno confermato e poi smentito e, ancora, riconfermato di continuo il legame tra l’utilizzo dei telefonini e le forme tumorali. Di recente si è parlato di allergie e sfoghi sulla pelle causate dal nickel, un materiale molto utilizzato nella realizzazione di tali prodotti. Ma un altra problematica legata all’utilizzo del cellulare è più di tipo psicologico che fisico: stiamo parlando della dipendenza da telefonino.

JuiceBar: il caricabatteria di salvataggio per cellulare

In un articolo di qualche giorno fa’ abbiamo parlato di come le grandi case produttrici stiano cercando un modo efficace per poter finalmente ovviare al problema dell’alimentazione degli smartphones moderni, in maniera tale da garantire un’autonomia soddisfacente anche con un utilizzo più variegato e prolungato nel tempo, riuscendo cosi a supportare tutti gli aspetti presenti nel device (fotocamera, giochi, player multimediali, ecc…) che hanno bisogno di notevole energia per poter funzionare. Le celle ricaricabili con l’etanolo potrebbero essere la soluzione? Le batterie ad idrogeno sono il futuro della telefonia mobile? In attesa di avere delle risposte a queste interessanti domande la vita continua inesorabile e le richieste dell’utenza si fanno sempre più esigenti e necessarie. Come, ad esempio, trovare il modo di non dover rinunciare al telefonino proprio nei momenti più critici a causa della batteria scarica.

Happy Phone: cellulari inutilizzati per la distribuzione nei mercati emergenti

La telefonia mobile è divenuta ormai una costante della società odierna. Nel nostro paese il numero delle sim attive in circolazione supera addirittura quello della popolazione, per non parlare delle vendite dei terminali. In casa ci si ritrova sempre più spesso con più di un telefonino, con terminali perfettamente funzionanti ma inutilizzati, perché sostituiti da modelli più recenti o perché se n’è ricevuto uno in regalo. Ovviamente questo accade anche in altri paesi, ma non pensiamo che la diffusione cosi capillare dei telefonini sia limitata soltanto ai paesi economicamente avanzati: l’avvento delle economie emergenti ha fatto da traino anche ai mercati meno performanti, facendo crescere esponenzialmente la domanda di nuovi terminali.

Un sms trasforma il telefonino in una microspia

Immaginate di ricevere un sms, come spesso accade a molti di noi durante la giornata. Immaginate, però, che questo sms, in un modo o nell’altro, renda possibile l’ascolto in remoto di tutte le telefonate che vengono fatte tramite il vostro terminale e, addirittura, capti qualsiasi discussione anche a cellulare inutilizzato. Vi sembra qualcosa di fantascientifico, scaturito dalle menti dei registi della nota saga di James Bond? Purtroppo no: il problema è reale e presente nel nostro bel Paese.

EA Mobile lancia Maddle NFL 2009

Tutti voi conoscerete senz’altro il logo qui sopra: è quello di Electronic Arts, una delle realtà commerciali più presenti nel settore dei videogames, con titoli diventati ormai dei veri e propri cult. La società statunitense, lavora da decenni nell’intrattenimento multimediale, realizzando giochi di qualsiasi tipo e di fasce differenti.

Dal gruppo commerciale sono nate ulteriori brand molto conosciute, come ad esempio EA Sports o EA Games, a seconda del tipo di gioco, che puntano, soprattutto negli ultimi anni, a scavalcare i confini propri della consolle. L’approdo di Electronic Arts sul mercato della telefonia mobile ha fatto nascere EA Mobile, sezione ad hoc per mobile games, sempre più fornita e con prezzi decisamente abbordabili rispetto alle releases per cosi dire “classiche”.

Giappone: crescono i lettori di romanzi per cellulare

La telefonia mobile è ormai un mezzo quasi necessario nella vita dell’uomo moderno. Molti aspetti della quotidianità, come abbiamo ripetuto più volte in altri articoli, sono racchiusi in molte funzioni de terminali di oggi. Ma il telefonino può entrare nel campo della letteratura? Di recente avevamo dedicato un articolo su un concorso di poesia che vedeva gli sms come mezzo per poter partecipare, mostrando un utilizzo “alto” della messaggistica a dispetto delle critiche di moti studiosi verso questo utilizzatissimo mezzo di comunicazione scritta. Ma questo è soltanto ciò che vediamo nel nostro paese e spesso, ahimè, ignoriamo quello che accade in altri paesi del pianeta.

Sagem: in futuro solo produzione di cellulari per altre aziende

Qualche volta anche noi di ioChiamo abbiamo dedicato un articolo alla casa produttrice Société d’Applications Générales de l’Electricité et de la Mécanique, meglio conosciuta come Sagem. Il gruppo francese ha recentemente rilasciato un nuovo terminale candybar con tecnologia touchscreen, nato dalla collaborazione con Porche Design: stiamo parlando del P9522, device dalle caratteristiche davvero interessanti (supporto HSDPA, Wi-Fi, GPS integrato, fotocamera da 5 milioni di pixel).

In questo articolo, però, non vogliamo parlare soltanto del dispositivo appena citato: pare, infatti, che nel prossimo futuro i terminali marchiati Sagem non saranno più prodotti. Il motivo? Secondo indiscrezioni, la cessione di Sagem Mobile al colosso Sofinnova avrebbe cambiato le priorità della divisione specializzata nella telefonia mobile, puntando principalmente alla produzione di terminali per conto di terzi.

DoCoMo, in lavorazione il cellulare che predice i movimenti dell’utente

I cellulari di prossima generazione saranno in grado di riconoscere, analizzare e predire i movimenti degli utenti. Ne è sicuro DoCoMo, il principale operatore telefonico del Giappone, già al lavoro su una delle tecnologie più interessanti degli ultimi tempi che – per dirla in parole povere – trasformerà ogni telefonino di domani in una sorta di “mammina previdente elettronica“.

Proprio così: il risultato di quello che attualmente è in lavorazione nei laboratori della nota azienda nipponica, per il programma di ricerca “Information Grand Voyage“, consisterà in nuovi dispositivi mobili, dotati di rivoluzionari sensori, in grado di osservare e capire i movimenti compiuti dagli utenti. La “palla” passerà poi ad un avanzatissimo software, in grado di elaborare il tutto e formulare di conseguenza delle previsioni, col fine di fornire consigli ed avvertimenti.

MicroSD e M2 da 16 GB in arrivo da Sandisk e Fujifilm

Dire “nuovi telefonini” spesso significa smartphones, convergenza, multimedialità e alta qualità. Fotocamere al di sopra dei 5 milioni di pixel, lettori musicali o video compatibili con la maggior parte dei formati presenti in circolazione, mappe GPS di tutto il mondo, applicazioni per la scrittura di testi, supporto Java, giochi, e tantissimo altro.

Insomma, tutto ciò di cui si ha bisogno (o non si ha bisogno) in un unico device dalle performances sempre più elevate, grazie a sistemi operativi sviluppati ad hoc e ottimizzati per la piattaforma mobile e con processori più potenti. Questo ha delle conseguenze non soltanto positive per il terminale: tra quelle negative c’è sicuramente un dispendio di energia molto più alto rispetto ai cellulari “classici”, e questo rimane comunque una problematica ancora aperta, senza, per ora, alcuna soluzione soddisfacente da parte delle case produttrici.

Perché gli italiani non si fidano di operazioni bancarie e acquisti online?

Che l’Italia fosse diventata il paese dei cellulari – oltre che quello, ormai molto sbiadito, di santi, poeti e navigatori –  lo sapevamo un po’ tutti. Ed è proprio per questo che continuano a stupire indagini, come quella appena effettuata da Unisys, dalla quale emerge che i nostri connazionali non si fidano di operazioni bancarie e acquisti online.

Una contraddizione supportata da dati molto “pesanti”: detto in parole povere, solo il 4% degli italiani utilizza il proprio dispositivo mobile per effettuare operazioni che abbiano a che fare con i soldi… ma perché?

In fondo, è stato più volte dimostrato che i sistemi di pagamento on-line sono più che sicuri, nonché in grado di ridurre enormemente i tempi necessari per l’effettuazione delle varie transazioni. Dunque, la ragione di questa diffidenza è da rintracciare quasi totalmente in un immaginario collettivo falsato e/o oscurato dai più svariati elementi: da una parte la completa ignoranza circa l’esistenza di questi servizi, da parte di moltissimi utenti della tecnologia mobile, dall’altra i falsi allarmi lanciati da chi si intende poco o nulla del mondo delle transazioni sulla rete.

Arriva HANNSzephyr, il cellulare-telecomando

Parola d’ordine: convergenza. Questo è l’unico modo per poter sopravvivere e competere oggi sul mercato della telefonia mobile. Gli utenti vogliono sì un cellulare, ma nel contempo necessitano di una fotocamera, di una console da gioco, di un navigatore satellitare, di una sveglia, di una piattaforma d’accesso ad Internet e la lista potrebbe proseguire ancora lungo.

Perchè, allora, non avere anche le funzioni di telecomando direttamente sul cellulare, cosi da non dover neppure scomodarsi a cercarlo? Una funzione, questa, già lanciata con alcune applicazioni per Symbian (vedi Remote Control), seppur con diversi problemi di configurazione e compatibilità che variano da modello a modello.

UE: SMS meno cari e niente più scatto alla risposta!

Siete ancora incavolati neri per l’affair nuove tariffe che ha coinvolto due dei maggiori gestori nazionali? Allora rilassatevi un po’ perché, oggi, forse tirerete un bel sospiro di sollievo: l’Unione Europea pare infatti intenzionata ad abbassare il costo degli SMS in roaming in tutti i paesi membri ed eliminare di fatto il tanto vituperato scatto alla risposta.

E’ stata proprio Viviane Reding, commissario europeo per la società dell’informazione e i media, a spiegare il tutto all’autorevole rivista tedesca Spiegel, dicendo che in questi giorni verrà discusso il nuovo regolamento del settore, che prevede un tetto massimo di 11 centesimi di euro per ogni SMS in roaming, nonché l’introduzione di tariffe che tengano realmente in considerazione i secondi di chiamata effettuati (si inizierà quindi a pagare solo dopo aver effettuato 30 secondi di conversazione).