Gli oggetti “scomparsi” per colpa del cellulare: il calendario

di Gianluca Crispino Commenta

Abbiamo iniziato la settimana scorsa con gli oggetti che poco a poco stanno rischiando l’estinzione per colpa (spesso sarebbe meglio dire “grazie”) dei nostri cellulari. Sempre più sofisticati, sempre più funzionali, i telefonini stanno rimpiazzando molti oggetti che un tempo, non molto lontano, erano parte integrante della nostra quotidianetà. Uno di questi è il calendario.

Tanto, tanto tempo fa c’era il calendario“… magari così inizieremo un racconto ai nostri nipotini che probabilmente non si capaciteranno di come facevamo a segnarci le cose importanti su un pezzo di carta.

Ora i calendari sui nostri cellulari non si limitano a ricordarci un appuntamento o un avvenimento – che sicuramente ci saremmo dimenticati di registrare – ma si stanno spingendo oltre: i nostri impegni si sincronizzano con i nostri computer, si possono consultare online da qualsiasi postazione ci colleghiamo e possiamo condividerli con altre persone o gruppi interi. I servizi più famosi sono quelli di Google Calendar (gratuito) o Mobile Me (a pagamento) ma su internet ce ne sono davvero a centinaia; sono pratici, comodi, veloci… eco-friendly! Niente più carta stampata, meno alberi abbattuti, nessun impegno dimenticato “a casa”. Insomma, a cosa servono più i calendari “di una volta”? Beh, sono diventati un pretesto per avere qualche bella figliuola – ogni mese diversa – in mostra nelle nostre case con i giorni del mese scritti in caratteri minuscoli (provate a cercare in Google Immagini la parola “calendario” e capirete meglio di cosa stiamo parlando). Nella più casta delle ipotesi sono diventati una raccolta di foto – dei temi più disparati – che può essere un’idea regalo dell’ultimo momento.

Ma chi ce lo fa fare di usare un calendario da scrivania che non suona, non ci permette di posticipare un appuntamento, non possiamo portare sempre in tasca e soprattutto non si sincronizza via web? Capite bene perchè ora gli alberi stanno tirando un sospiro di sollievo da quando i nostri cellulari ci hanno insegnato a fare a meno di un altro oggetto di carta meno ecologico, ma soprattutto meno funzionale.

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