I pagamenti via smartphone sono sicuri?

di Francesco Russo Commenta

Avete mai effettuato pagamenti tramite il vostro smartphone? Questa funzionalità potrà diventare realtà molto presto. Infatti, moltissime aziende stanno concentrando le proprie attenzioni per poter facilitare gli acquisti attraverso i dispositivi mobili. La tecnologia che permette i pagamenti via smartphone è la NFC, chiamata anche Near Field Communication, che permette di acquistare ciò che si vuole usando il telefono proprio come se fosse una carta di credito portatile. Il mobile payment è un settore che sta cercando di svilupparsi sempre più.

Uno dei problemi più forti, però, che si profilano dinanzi agli occhi delle aziende è la sicurezza. Gli utenti possono essere restii dal pagare con il proprio cellulare e dare i dati personali attraverso il dispositivo mobile. È per questo che sarà fondamentale dare sicurezza con le proprie innovazioni. Al momento la banca Barclays ha lanciato nel Regno Unito un nuovo sistema per poter inviare e ricevere denaro attraverso il Web. Il sistema si chiama Pingit ed è gratuito. Infatti, nei primi giorni del lancio dell’iniziativa si sono registrati più di 20 mila iscritti al servizio. Possono scaricare l’applicazione i possessori di smartphone Android, iPhone e Blackberry. Grazie a questa funzionalità il numero di telefono è collegato ai dettagli del conto corrente dell’utente in modo tale da poter facilitare i pagamenti in modo semplice e veloce. Ovviamente il pagamento dovrà essere autorizzato attraverso un codice PIN di cinque cifre e, inoltre, non si possono effettuare pagamenti superiori alle 300 sterline. I dirigenti di Barclays sono molto positivi riguardo al successo di questa novità. Infatti, ritengono che Pingit possa rivoluzionare il sistema dei pagamenti virtuali, così come accadde tempo fa con l’Internet Banking. Certo è che non mancheranno critiche da parte degli utenti, ma che potranno essere utilizzate per migliorare sempre di più il futuro e l’utilizzo degli smartphone per le proprie transazioni economiche.

Foto Credits | ell brown su Flickr

 

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