
Di certo non dovremmo gioire delle notizie sulle condanne verso gli operatori mobili: questo, infatti, è una sorta di termometro della “salute” della situazione commerciale in Italia e non solo, e del rapporto non certo di correttezza e trasparenza che purtroppo molto spesso si instaura tra utenti e compagnie telefoniche. Anche la pubblicità ingannevole fa parte di quei reati maggiormente puniti dall’Autorità garante per le telecomunicazioni verso gli operatori: un atto che ha portato ad una condanna, in questi giorni, contro Wind. La vicenda riguarda, però, un fatto avvenuto diverso tempo fa’, precisamente nel 2001.
L’allora Infostrada, volendo cavalcare l’onda dell’entusiasmo per la caduta – ma ancora solo teorica – del monopolio detenuto da Telecom Italia nella telefonia fissa, aveva lanciato una massiccia campagna pubblicitaria volta alla ricerca di nuovi utenti, affermando negli spot che tutti coloro che avessero attivato l’offerta “Solo Infostrada” non avrebbero pagato il canone.