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Cellulari spia: il COPASIR lancia l’allarme

In un mondo sempre più controllato da tutto e da tutti la telefonia mobile svolge un ruolo cruciale nelle pratiche più utilizzate per spiare gli altri. Gli smartphone, lo sappiamo, hanno aperto a nuove ed interessanti possibilità tecnologiche, ma nel contempo hanno moltiplicato i problemi: virus, malware, software illegali attendono il momento ideale per poter sferrare attacchi verso i dispositivi mobili. Notizia di questi giorni è l’allarme lanciato dal COPASIR, il Comitato per la sicurezza della Repubblica, su alcune pratiche di controllo dei terminali tramite un particolare software acquistabile via Internet a basso costo, molto semplice da utilizzare.

Il programma in questione consentirebbe di monitorare costantemente i telefonini, riuscendo a raccogliere tantissime informazioni, come la rubrica, il tabulato delle chiamate, gli sms e altri contenuti. Ma non solo: attraverso questo tipo di programma è possibile è possibile avere a disposizione una vera e propria cimice che registra le telefonate e che fornisce informazioni sulla posizione precisa del cellulare: un cellulare spia.

Il presidente di COPASIR Francesco Rutelli ha spiegato che la situazione è più grave di quanto si possa immaginare: “nell’arco di 24 ore sono state 500 mila le persone che nel mondo hanno scaricato il software, alcune migliaia delle quali in Italia”. Insomma, un vero e proprio fenomeno in crescita, che potrebbe causare non pochi problemi per la sicurezza dei cittadini. Tali problemi non riguardano solamente la sfera personale delle persone.

Fidanzati o coniugi gelosi che si controllano a vicenda, scherzi o monitoraggi verso parenti, amici e conoscenti, sono soltanto la punta di un iceberg che potrebbe rappresentare una situazione di allarme ben più grave: la paura maggiore, infatti, è un utilizzo sempre più massiccio di queste pratiche da parte della criminalità organizzata, che con un investimento minimo potrebbe creare una rete spia dalle dimensioni inimmaginabili. Vedremo, quindi, quale sarà la risposta del Parlamento italiano al problema nei prossimi giorni.

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